
Alla fine del ciclo di vita, l'ultimo possessore porta il veicolo presso un centro di ritiro. Qui il veicolo viene verificato per stabilire le fasi di pretrattamento successive.
I meccanici prelevano innanzitutto la batteria e neutralizzano gli airbag e i pretensionatori delle cinture. Quindi rimuovono il carburante e tutti i liquidi di funzionamento come olio, olio del cambio, liquido dei freni e di raffreddamento del veicolo.
In una fase successiva vengono smontati i componenti e i gruppi che possono essere riutilizzati in seguito come ricambi usati. Se è ecologicamente conveniente, vengono prelevati anche i componenti in plastica e vetro.
Le sostanze nocive per l’ambiente e le parti di scarto del veicolo vecchio vengono raccolte e portate a un’azienda specializzata di riciclaggio, che si occupa del loro riutilizzo o smaltimento.
La carrozzeria che resta dopo il pretrattamento viene portata a un impianto di rottamazione, dove è ridotta in piccole parti.
Il vario materiale che ne risulta viene selezionato e smistato in gruppi per un’ulteriore lavorazione. Il gruppo di materiale
più cospicuo è quello del metallo, che rappresenta circa il 75%. I metalli vengono fusi per ottenere preziosa materia prima
secondaria.
Come funziona la macchina per la rottamazione
I materiali non metallici ricavati dalla rottamazione possono essere ulteriormente lavorati in un impianto di postrottamazione con diverse tecnologie (es. magneti, corrente di Foucault, flottazione). I gruppi di materiali così ricavati possono anch’essi servire come pregiata materia secondaria.
I gruppi di materiali lavorati nell’impianto di postrottamazione possono essere riciclati (si discute dell’ inserimento di granulato plastico come surrogato del carbone in forni o dell’utilizzazione di cimature come disidratante nel trattamento del fango delle acque di fogna). Un’ulteriore opzione è il recupero energetico del materiale derivante dagli impianti di rottamazione negli inceneritori di rifiuti. Questa catena di processi permette un recupero del veicolo fino all’85% e di conseguenza riduce la quantità dei rifiuti destinati alla discarica.